10 parole tecnologiche intraducibili nella lingua italiana

Ciao ! In questo articolo ti parlerò di quali sono le 10 parole tecnologiche intraducibili nella lingua italiana e ne vedremo il perchè.

Mi chiamo Alessandro Gaudenzi e sono felice di darti il benvenuto !

Faccio parte di una rete di traduttori e intrepreti madrelingua e abbiamo creato questo Blog Traslate Italy, per divulgare e condividere contenuti sulla localizzazione linguistica in Italia e all’estero.

Bene allora, cominciamo!

Un po’ di tempo fa, scrissi sul nostro profilo Linkedin un post sull’origine e lo sviluppo della lingua italiana.

Avevo citato illustri italiani del XX secolo, che profetizzarono come il linguaggio (per lo più anglosassone) tecnologico adottato nelle industrie del nord italia, a partire dal boom economico avrebbe modellato il vocabolario italiano.

Ebbene, così è stato.

In particolare oggi vorrei analizzare alcune parole prese proprio dal settore dell’informatica, che il dizionario Treccani, identifica come veri e propri termini o neologismi.

Ciò significa che in un contesto di traduzione e localizzazione linguistica in ambito informatico, in cui la lingua target è l’italiano, questi termini possono tranquillamente essere lasciati nel 99% dei casi come sono.

Vediamone dunque alcune di queste parole tecnologiche ormai intraducibili nella lingua italiana, di cui ne ho catolagate 10 ben note:

1. Internet: definito da Treccani “l’insieme mondiale di reti telematiche interconnesse tra loro”, spesso potrebbe essere tradotto con la parola “rete”.

La parola “rete” in italiano è un termine però molto più generico.

rete

Tale traduzione infatti potrebbe indicare una singola rete aziendale (in quel caso traducibile più da network), anzichè www…o la rete da pesca, rete del narcotraffico, la rete di conoscenze…etc.

Internet è quindi ormai un parola che indica quanto è specificato nella sua definizione sopra.

Pertanto semanticamente “intraducibile” in una sola parola,”rete” in italiano se non al di fuori di quel contesto.

2   Software: definito come “l’insieme dei programmi che possono essere utilizzati da un elaboratore.” Da tale definizione sempre di Treccani si evince un termine “programmi”(plurale) il cui singolare, “programma” potrebbe esserne in parte la traduzione.

I primi ingegneri informatici italiani infatti, agli albori dell’era tecnologica, usavano la parola programma appunto, da cui è ancora in uso il termine tradotto “programmatore” (= software developer).

Oggi, nel ventunesimo secolo ormai inoltrato, specie le ultime generazioni, utilizzano molto di più il termine software e raramente programma.

  Hardware: definito come “insieme dei componenti fisici di un elaboratore elettronico”. Rispetto a software, questa parola è ancora più intraducibile in quanto difficile da riassumere in italiano in una sola parola, se non appunto…”hardware”.

A causa della sua stessa definizione.

  Smartphone: tradotto Letteralmente “telefono intelligente”.

Il termine telefono potrebbe esserne comunque la traduzione, soprattutto in italiano colloquiale, essendo ormai lo “smartphone” l’unico “vero” telefono usato dalla popolazione italiana nel 90% dei contesti e delle età.

Va distinto però a livello di scrittura, soprattutto in ambito marketing, nell’industria informatica, che preferisce quasi sempre la parola smartphone, sebbene sia più lunga.

Termini correnti e neologismi…

5   DevOps:  deriva “dalla contrazione inglese di development, “sviluppo”, e operations, qui simile a “messa in produzione” o “deployment”.

Definito come “una metodologia di sviluppo del software utilizzata in informatica che punta alla comunicazione, collaborazione e integrazione tra sviluppatori e addetti alle operations”. 

Ho inserito questo acronimo, perché l’ho riscontrato in sempre più contenuti tradotti in italiano, forse per l’intuitività, sebbene derivi dalla fusione di due parole inglesi.

6   Cloud: definito “In informatica, cloud computing; in particolare, l’insieme delle risorse hardware o software presente in server remoti e distribuito in rete, contenente i dati e i programmi di un utente”.

Questa parola è stata catalogata da Treccani appunto come neologismo, poiché la sua traduzione letterale astratta sarebbe “nuvola”.

Benchè alcuni tecnici informatici italiani utilizzino il termine “nuvola” seppur di rado, in gergo colloquiale, il significato ben più complesso ed enunciato sopra, rende “cloud” spesso intraducibile in italiano, in un contesto tecnologico.

7   Hosting: è definito come “calcolatore sul quale sono memorizzate le informazioni cui altri calcolatori (detti client) possono accedere per mezzo di un collegamento telematico. In partic. si chiama h. il computer che ospita un sito web accessibile via Internet.

Questo termine risulta ancora più intraducibile con una sola parola in italiano poiché in tal caso, anche nella sua traduzione letteraria, si potrebbe usare solo la forma infinita del verbo “ospitare”, o ancor peggio il gerundio “ospitando”.

Traduzioni perdute…

8   Computer: Il primo “personal computer” simile a quelli presenti sulle nostre scrivanie di oggi, lo assemblò e produsse un’azienda italiana, la Olivetti, a Ivrea, nel lontano 1964.

ingneri italiani del primo computer

Ironia del destino volle che più di mezzo secolo dopo, quello che alle origini fu il “calcolatore” Italiano nonchè primo computer in commercio, oggi è senza dubbio la parola tecnologica ormai più intraducibile dall’inglese all’italiano, a differenza di come avviene in altre lingue europee (es lo spagnolocomputador).

9   Hacker : Questo termine fino agli alla fine degli anni 90 era spesso identificato e tradotto in italiano come “pirata informatico”.

Con l’avvento di internet e della digitalizzazione delle nostre vite di tutti i giorni ormai anch’esso è “putroppo” entrato nell’uso quotidiano, tramite i media e di conseguenza anche nel vocabolario italiano.

Treccani lo cataloga come termine “…Nel gergo dell’informatica, chi, servendosi delle proprie conoscenze nella tecnica di programmazione degli elaboratori elettronici, penetri abusivamente in una rete di calcolatori per utilizzare dati e informazioni in essa contenuti, per lo più allo scopo di aumentare i gradi di libertà di un sistema chiuso e insegnare ad altri come mantenerlo libero ed efficiente”.

10 App:  Questa parola è l’abbreviazione di “application” la cui traduzione in italiano è banalmente “applicazione”.

Tale traduzione è corretta, sebbene il termine “applicazione” nel gergo informatico italiano assuma spesso un significato più ampio rispetto alle cosidette App scaricabili sui i nostri…telefoni intelligenti😊.

Basti pensare ad esempio ai software gestionali (ERP), chiamati spesso con l’aggettivo sostantivato “applicativo”o addirittura proprio con il termine “applicazione”.

E’ lecito quindi affermare che nel 95% dei casi a parte l’eccezione sopra citata è ormai corretto lasciare la parola “app” anche in italiano, più breve e intuitiva, per lo meno quando si parla di telefonia.

Solo la punta dell’iceberg

Queste sono le 10 parole tecnologiche intraducibili nella lingua italiana per cui un italiano su due  faticherebbe a pensare una traduzione nella propria lingua, in un contesto informatico.

Ora so, che in questo preciso istante stai pensando che ve ne siano molti altri di termini simili e che ti frullano in testa.

Bene, mi piacerebbe scoprirli proprio da te e dalle tue esperienze nei commenti qui sotto !

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Grazie di cuore e alla prossima traduzione da Translate Italy 😊!

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