Le 5 regole fondamentali della localizzazione linguistica

Quando si parla delle 5 regole fondamentali localizzazione linguistica, spesso appaiono grandi punti interrogativi sospesi sulla nostre teste.

Molte persone e molte aziende, anche ben strutturate, che esportano i loro prodotti o servizi in diverse aree geografiche e “linguistiche”, affrontano spesso questo aspetto cruciale con superficialità.

Adottare una strategia di localizzazione linguistica errata, nel medio/lungo periodo, può arrecare una perdita di opportunità, oltre che di tempo, denaro e sopratutto d’immagine sul web.

Per raggiungere la clientela giusta per i propri prodotti e/o servizi, secondo Google e i tutti principali motori di ricerca, occorrerebbe quindi approcciare la scrittura e la traduzione dei contenuti, basandosi su dei concetti cardine.

In questo articolo andremo a riassumere proprio 5 semplici regole base per una corretta localizzazione linguistica, che molti ignorano.  

1) Mai mescolare lingue diverse o farlo il meno possibile:

Sebbene vi siano tante eccezioni riferite a terminologie o frasi ricorrenti ormai “internazionalizzate”, uno stile di scrittura che ad esempio nello stesso articolo o campagna marketing, comunichi in più di una lingua ufficiale, potrebbe, oltre una certa soglia confondere.

In particolare motori di ricerca, in un’ottica di ottimizzazione SEO, considerano più chiaro e utile un post, articolo, pagina web o tweet scritto in maniera chiara, in una determinata lingua.

2)  Mai pubblicare un contenuto utilizzando solo il traduttore di Google:

Gli MT (Machine Translator) sono utilissimi per tradurre una parola o capire il senso di una frase in un menù di un ristorante a Ulan Bator.

Tuttavia lo stesso algoritmo di Google , cataloga un’intera pagina o articolo tradotto solo con il traduttore automatico, di basso valore per gli utenti, considerandolo in molti casi, spam.

I traduttori automatici dovrebbero essere quindi uno strumento ma non l’alternativa di un professionista, a cui è sempre meglio rivolgersi prima di pubblicare contenuti in altre lingue o per inviare anche semplicemente un’email importante, come successo in questo caso, reale.

3) Verificare che le url delle pagine includano le annotazioni dei rispettivi paesi con cui si comunica.

Per fare un esempio Linkedin offre la possibilità di creare una doppia pagina nella propria lingua ed inglese.

Infatti se si crea una propria pagina in inglese, la url che apparirà sarà la seguente:

https://www.linkedin.com/in/mariorossi/?locale=en_USl

La parte evidenziata in grassetto è la annotazione nella lingua del pubblico che legge la pagina e che dovrebbe apparire anche nelle nostre pagina aziendali multilingua.

4)   I contenuti devono essere utili e parlare la lingua dei destinatari specifici a cui ci si rivolge.

Parlare di gelato alla vaniglia a un distributore inglese è diverso che parlarne a un russo o un cinese.

Come diverso è parlare di surf a un londinese piuttosto che a un californiano.

Ogni micro gruppo linguistico, parla di un determinato prodotto/servizio in maniera differente.

Pertanto si aspetta che lo faccia anche chi si rivolge a esso, sia sul web che nel mondo reale.

Questo è il motivo per cui sempre più spesso si parla, di “transcreation” (come in questo articolo) e non più di “translation”.

5)Avere più estensioni del dominio per più paesi.

È altamente consigliato adottare più estensioni di dominio a seconda dei paesi esteri che si voglia raggiungere.

Ciò comporta una migliore indicizzazione da parte dei motori di ricerca.

Registrare sia vinimariorossi.it che vinimariorossi.co.uk sarebbe pertanto la scelta migliore per i motori di ricerca.

Nel caso non fosse possibile, il dominio mariorossi.com o quello del proprio mercato di rifermento, dovrebbe sempre essere la prima scelta.

Siamo giunti alla fine.

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Grazie di cuore e alla prossima traduzione 😊!